Dopo ormai quindici anni di attività del blog ed una crescente visibilità documentata dai numeri degli accessi giornalieri, che raggiunge picchi di oltre 3000 visite al giorno e un totale di quasi tre milioni e mezzo di pagine viste… (chi l’avrebbe detto ?) è arrivato il momento di fare il punto sull’ identikit dei miei lettori per provare a capire le ragioni che li spingono a leggerlo e a scrivere così numerosi . Può essere uno spunto per tutti ed uno stimolo a muoversi con maggiore concretezza e costruttività nel costruire il proprio sogno .

Il panorama  è più vario di quanto si creda e provo per semplicità a distinguere i lettori in quelle tipologie che ricorrono più frequentemente  (per ovvie ragioni posso riferirmi solo a quella parte dei lettori che scrive commenti sul blog o che mi scrive personalmente, ovvero i contatti reali )

La prima è più diffusa categoria è quella che io definisco dei “sognatori ad occhi aperti“,  persone di ogni età e condizione sociale che dicono di voler scappare perchè vivono male la propria situazione lavorativa nell’Italia di oggi. Sono persone che talvolta hanno un lavoro dignitoso, a volte precario o vissuto come tale (cosa non è precario oggi?), altri sono disoccupati. Molti vagheggiano il proprio trasferimento in una realtà  che spesso esiste solo nella propria fantasia. Hanno in genere viaggiato poco e il semplice pronunciare le parole magiche “tropici“, “caraibi “, “paese felice” e cose del genere stimola improbabili “viaggi virtuali” con aspettative talvolta destinate a cozzare contro il primo ostacolo o pretesto : … non ho abbastanza denaro per partire, … non so se posso farcela, … chi mi aiuta ?

La maggior parte di queste persone non legge il blog in modo approfondito per attingere alle informazioni di base e spesso fa domande vaghe e generiche proprio perchè non sa quanto è già scritto in modo chiarissimo in molti articoli. Distinguo queste persone dalla particolare propensione a chiedere “consigli ” come se io (o chiunque altro) abbia il diritto di dire cosa è meglio fare e cosa no, dove andare e dove no e addirittura quale è il lavoro migliore da fare. La motivazione di queste persone è in realtà talmente debole che non affrontano (e forse non affronteranno mai) nemmeno il primo viaggio per fare esperienza del paese. Sono  quelli del “vorrei ma non posso”. Proprio a queste persone dico: smettetela di perdervi nelle descrizioni di viaggio e negli sterili racconti di “chi c’è già stato”, abbandonate chi dispensa consigli spesso idioti su cosa fare e come farlo. Se il vostro sogno ha un minimo di fondamento leggete con attenzione le informazioni che trovate, studiate un po di spagnolo, partite senza aspettative, con animo leggero e tanta fiducia, che poi è l’unica cosa che conta davvero ! Concedetevi la possibilità di comprendere le cose con i vostri sensi e lasciate perdere gli Italiani che incontrate sulla vostra strada: loro fanno la loro vita, non la vostra.

Esiste poi una seconda tipologia di lettori, quelli che “sentono di potercela fare“. Anche qui non conta l’età ma prevalgono i giovani o persone più mature ma si vede un certo grado di determinazione ed un maggiore senso della realtà. Le motivazioni spesso sembrano identiche a quelle del primo gruppo ma si comprende che dietro c’è un maggiore livello di consapevolezza della difficile situazione in cui vivono e della reale necessità e VOGLIA imperiosa di cambiare per se e spesso per il futuro dei propri figli. Sono persone che talvolta hanno avuto qualche esperienza all’estero, che prima di scrivere hanno letto bene il blog e si sono comunque documentate. La inevitabile paura del cambiamento è stemperata da una certa ragionevole attenzione ai fatti ed è spesso seguita da un primo viaggio esplorativo.

E questo è l’unico consiglio che do a tutti, perché davvero prezioso per quanto abbastanza ovvio. Molti di loro vengono a trovarmi nella mia casa di Puerto Viejo. Solo a quel punto, per alcuni, scocca la scintilla che da fuoco all’ energia interiore necessaria per compiere i primi passi e poi perseverare fino al raggiungimento del proprio obiettivo. A queste persone dico : non fatevi sopraffare delle forze negative che sempre ostacolano le forze positive del cambiamento, trovare una forte determinazione interiore e procederete dritti e sicuri come una freccia in mani esperte.  E un buon arciere deve sempre avere lo sguardo attento e quella quieta forza che sono le migliori alleate per FARE .

Esiste infine una terza tipologia di lettori: sicuramente minoritaria ma presente: quelle di chi dispone di una chiara e sufficiente motivazione. Parlo in particolare dei pensionati o di chi, ancora attivo nel lavoro, cerca di reinventarsi e/o investire all’estero le proprie competenze o i propri beni sottraendoli alla frustrazione della vita italiana o almeno al livello di tassazione del nostro paese. Sono persone che VOGLIONO davvero lasciare l’ Italia non vedendo prospettive in questo paese oppure che cercano una alternativa con maggiore serenità. Le loro argomentazioni sono semplici ma hanno il pregio della sincerità:  la ovvia constatazione che il costo della vita in Costa Rica consente uno standard di vita (se così lo vogliamo chiamare) ben superiore a quello di cui dispongono in certe parti del nostro paese, l’evidenza di servizi e di protezione sociale in gran parte confrontabili con quelli Italiani, lo stile di vita più rilassato ed a misura d’uomo che la Costa Rica può garantire a chi sa godere di certe cose. Queste motivazioni sono sufficienti ad avviare il primo viaggio esplorativo, a leggere con molta attenzione il blog, a fare domande specifiche e manifestano un evidente senso della realtà. Non è scontato che si trasferiranno ma hanno le carte in regola per provarci concretamente e riuscirci senza lo shock del primo impatto.

A tutti auguriamo buona fortuna e rinnoviamo la nostra disponibilità al raccontare la nostra esperienza e le nostre sensazioni, sperando si possano rivelare un’utile chiave di lettura di questo paese che amiamo tanto.