Ho lavorato come architetto in Italia per trentacinque anni ma non avevo mai progettato case in legno. Per la verità non avevo nemmeno progettato alcun tipo di abitazione perché mi sono sempre occupato di restauro e recupero dell’esistente.

Quando, nel 2009, ho cominciato a frequentare i Caraibi di Costa Rica e ho voluto realizzare la mia prima casa, guardandomi intorno ho compreso subito che l’avrei fatta costruire di legno, nonostante i pareri contrari di molti Italiani che continuano ad amare la vecchia costruzione in blocchetti di cemento. Non sapendo tuttavia da che parte iniziare ho cominciato a studiare come erano realizzate le case tipiche del posto e valutare fino a che punto avrei potuto adattarle alle mie esigenze senza alterarne il senso.


L’architettura caraibica tradizionale qui è caratterizzata da alcune scelte molto semplici, modelli che si ripetono sempre e che hanno origine in gran parte dalle particolari condizioni climatiche della costa caraibica che presenta una frequente piovosità e notevole umidità.

La casa deve essere anzitutto sollevata da terra per proteggerla dall’umidità del suolo e dagli insetti in modo da garantire una buona ventilazione alla base e la possibilità di ispezionarla nel caso, non infrequente, di aggressione di termiti.

L’altezza di un metro da terra è più che sufficiente e questo accorgimento consente anche di sistemare a vista il sistema di canalizzazioni elettriche ed idrauliche con grande vantaggio nel caso di successive modifiche o di manutenzione.

Il secondo non trascurabile aspetto è quello della ventilazione degli ambienti. Deve essere garantita anzitutto una ventilazione trasversale realizzando finestre, rigorosamente senza vetri, sui lati contrapposti delle camere per agevolarla al massimo. Altrettanto importante è garantire una buona aspirazione dell’aria calda ed umida che tende ad andare verso l’alto se vengono realizzate idonee prese d’aria che la fanno fuoriuscire naturalmente e che assumono alcune forma architettoniche caratteristiche. Con questi due semplici accorgimenti la casa non avrà alcun bisogno di aria condizionata e anche nelle giornate più calde ed umide sarà sempre naturalmente ventilata e fresca.

Il legno tropicale da costruzione è sempre all’altezza della situazione e le possibilità di scelta non mancano di certo. Si va da legni più leggeri e teneri come il “laurel“, il più economico, fino a legni semiduri e duri come il “nispero” il “cacha” e molti altri che richiedono un maggiore impegno economico ma hanno ben maggiore resistenza e durata nel tempo.

Gli altri materiali da costruzione disponibili sono invece relativamente pochi e le opzioni costruttive sono dunque limitate. Non saprei ad esempio che alternativa esiste al classico tetto di lamiera smaltata o al tubo idraulico di PVC o alla fossa biologica. Per esperienza ho appreso che è molto più utile usare ciò che è disponibile sul posto anzichè cercare soluzioni “innovative” reperibili magari nella capitale. Non va mai dimenticato infatti che le maestranze hanno competenze limitate ed è preferibile lavorare con loro su ciò che è conosciuto per ottenere risultati dignitosi.

Un capitolo a parte merita la decorazione esterna delle case. Anche le più modeste dispongono sempre di una decorazione di fantasia che orna la falda del tetto, le porte e le finestre, retaggio forse di ben più ricche testimonianze Inglesi dell’ Ottocento e Novecento.


La costruzione della mia nuova casa ha seguito esattamente queste poche e semplici regole. La struttura portante è stata realizzata su pilastrini di cemento e l’intera base di appoggio, oltre che la struttura portante verticale, con travi e pilastri di legno duro. La casa è sollevata da terra quanto basta e tutte le misure di travi e pilastri sono multipli delle misure commerciali in commercio per evitare costosi sprechi di legname. Le pareti ed il pavimento sono state assemblate con tavole di legno predisposto con incastri (una vera novità da questa parti) ed il tetto coperto con lastre di lamiera smaltata e controsoffitto di fibrolit. La ventilazione della unica grande camera è in direzione nord-sud e l’ effetto camino dell’aria calda e umida verso l’alto è stata assicurata da un gran numero di griglie di listelli di legno (qui li chiamano “petatillos“). Per le decorazioni abbiamo scelto alcuni motivi di fantasia molto semplici. Il legno è stato trattato con vernici trasparenti protettive ed alcune particolari decorativi colorati con uno dei tanti bei colori della tradizione caraibica.

I costi ? 1000 dollari al metro quadrato. Un ottimo rapporto tra qualità e prezzo a mio avviso. Chi pensa di costruire con meno qui ai caraibi, ed è certamente possibile, dovrà accontentarsi di molto meno. E chi non sta attento a quello che fa rischia di spendere molto di piu. La manodopera costa poco ma non è efficiente ed i materiali sono spesso di qualità mediocre e sempre troppo costosi. Occorre trovare un equilibrio che solo l’esperienza è in grado di fornire.

Il prospetto principale

Il fianco sinistro

La cucina

La terrazza

La terrazza

Il bagno